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Quanto inquina davvero uno smartphone?

Gli smartphone in circolazione a livello globale, secondo alcune stime recenti, sarebbero circa 4 miliardi (uno ogni due persone). E il numero è destinato a crescere di anno in anno, specialmente se si pensa che nel 1994 – 28 anni fa – i possessori di telefoni cellulari erano appena 30mila. Il traguardo del miliardo di dispositivi posseduti è stato invece raggiunto 10 anni fa, mentre entro il 2030, secondo gli analisti del settore, la quota circolante dovrebbe salire a 5 miliardi.

 

Con questi numeri alla mano, è possibile affermare che lo smartphone sia il dispositivo elettronico più diffuso sul nostro pianeta. Forse però, non sono in tanti a sapere che in tutto il loro ciclo di vita, che inizia con la fase di produzione e che si conclude con lo smaltimento, i cellulari hanno un significativo impatto sull’ambiente che ci circonda. In uno studio condotto da Deloitte, multinazionale leader mondiale nei servizi di consulenza e revisione, la diffusione di questi apparecchi è responsabile dell’emissione di qualcosa come 146 milioni di tonnellate di CO2. Più dell’80% delle emissioni generate sono attribuibili alle operazioni di produzione, alla spedizione e all’utilizzo dei dispositivi realizzati e immessi sul mercato nel corso di un anno solare (il riferimento è al 2022). L’impronta ecologica attribuibile ai cellulari è legata all’impiego degli elementi chimici necessari per costruire le varie componenti tecnologiche; pensiamo al cobalto per le batterie, all’oro e all’argento per i circuiti, all’alluminio per la cornice esterna e al ferro per gli altoparlanti.

 

L’importanza del riuso e del riciclo

Dal momento che la maggior parte delle emissioni di CO2 avviene durante il primo anno di vita di uno smartphone, prolungarne la durata sarebbe una soluzione da percorrere se quello a cui si mira è una maggiore sostenibilità ambientale. Prolungare il possesso di un dispositivo, così come passarlo a qualcun altro invece di buttarlo quando si è deciso di passare a uno nuovo, potrebbe essere decisamente vantaggioso al fine di limitare la diffusione di inquinanti. Gli smartphone, d’altronde, stanno diventando sempre più solidi e resistenti (alcuni apparecchi di ultima generazione, ad esempio, possono resistere fino a mezz’ora immersi nell’acqua a una profondità di 6 metri). Ciò riduce quindi la necessità di sostituirli precocemente o di doversene sbarazzare a causa di riparazioni impraticabili o troppo costose.

 

Sapevi che la produzione di un nuovo smartphone produce circa 85 kg di rifiuti? ☢️ E che sono necessari circa 160L di Acqua per produrlo? 💧 E che lo smaltimento di un vecchio smartphone può rilasciare 225Kg di CO2 nell’ambiente? 🏭
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